Come sei entrato nella tua professione?
Ho conseguito un Master in Editoria, Media e Giornalismo e da oltre 15 anni lavoro come project manager nell'ambito di vari strumenti di finanziamento della Commissione Europea, con particolare attenzione all'innovazione digitale e sociale. Con l'obiettivo di aumentare l'impatto dei miei progetti a livello locale, 12 anni fa ho lanciato l'European Grants International Academy, che opera come agenzia di formazione nei settori della formazione professionale e dell'istruzione (IFP) e dell'istruzione degli adulti. È un think-tank per la progettazione e la realizzazione di progetti europei e internazionali.
Su cosa stai attualmente lavorando?
Come sociologo e comunicatore, credo profondamente nel cambiamento sociale trasformativo e quattro anni fa sono stato catturato dal magico mondo degli Hackathon. Da allora ho organizzato il primo Social Hackathon Umbria, una maratona digitale di 48 ore per la co-creazione di soluzioni innovative volte a risolvere diverse sfide sociali.
Sono anche membro di associazioni e reti nazionali nel campo dell'innovazione e faccio parte del consiglio di amministrazione di organizzazioni internazionali tra cui All Digital (per la promozione delle competenze digitali) e Europeana Education Community. Attraverso il mio lavoro come presidente della comunità, ho avuto l'opportunità di promuovere e testimoniare il successo di diverse iniziative volte a migliorare la cooperazione tra educatori e professionisti GLAM come i programmi Built with Bits e Low-Code Fest.
Quali sono alcune delle sfide nel tuo ruolo? Quali sono alcuni dei tuoi elementi preferiti?
Ottengo soddisfazione lavorando con e per diversi gruppi target, partendo sempre dal presupposto che un'istruzione e una formazione di alta qualità sono fondamentali per la realizzazione individuale. "Istruzione per tutti", nel mio caso, ha significato in particolare lo sviluppo di corsi di formazione e altri interventi formativi per i gruppi svantaggiati. La disoccupazione, la disabilità, la discriminazione di genere e razziale, da un lato, possono essere smantellate con l'adattabilità, l'orientamento e l'inclusione sociale dall'altro.
Qual è stata la sua motivazione per entrare a far parte del Consiglio dei membri?
Essere parte del Consiglio dei membri mi dà l'opportunità di condividere le mie esperienze orientando l'innovazione digitale verso un cambiamento sociale trasformativo nel settore del patrimonio culturale. Attualmente stiamo vivendo un cambiamento di paradigma che determina la necessità di un nuovo approccio nella gestione e nella governance partecipativa del patrimonio culturale. Questo profondo cambiamento richiede un nuovo approccio culturale, in particolare verso modelli di governance partecipativa internazionale. Questo può essere esplorato attraverso un uso più consapevole e proattivo del patrimonio culturale e artistico, supportato dalle nuove applicazioni e strumenti ICT, che spero possano supportare la mia esperienza.
Cosa intende fare in qualità di consigliere dei membri?
In qualità di consigliere dei membri dell'ENA, promuoverò il ruolo del patrimonio culturale digitale nel rafforzare la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile in Europa. Da un lato, la generazione nativa digitale, attualmente in formazione scolastica e universitaria, deve sviluppare i propri modi di approcciare il patrimonio culturale ereditato dal passato. D'altra parte, l'attuale scenario globale, caratterizzato da crisi sociali, politiche, ambientali e finanziarie, aumento dei flussi migratori, atti di violenza radicale e violazione dei diritti umani, richiede che la società civile e le organizzazioni culturali si assumano più che mai la responsabilità di garantire che le persone di tutte le età e background possano diventare cittadini globali informati, criticamente alfabetizzati, socialmente connessi, etici e impegnati.
