Informazioni su Digital Invasions
L'Italia ha 4.908 musei, aree archeologiche, monumenti ed ecomusei. In un comune italiano su tre (2.311) è presente almeno un museo: uno ogni 50 kmq e uno ogni seimila abitanti. Ma nonostante la progressiva diffusione e applicazione delle tecnologie digitali nel mondo museale, in Italia solo un museo su dieci (10,4%) ha creato un catalogo digitale dei propri contenuti. Solo un terzo (37,4 %) ha già completato il processo di digitalizzazione, mentre due terzi hanno avviato tali attività, ma hanno coperto circa il 50 % dei beni e delle collezioni disponibili (Fonte Istat, "L'Italia dei musei 2018").
Invasioni Digitali è nata per rispondere a una situazione del genere, con il nostro primo evento che si è svolto nell'aprile 2013. La comunicazione sociale e digitale è la chiave delle invasioni: Gli "invasori" sono blogger, archeologi dilettanti, artisti, fotografi, instagrammer, esperti di comunicazione e cittadini, tutti con la stessa volontà di promuovere il proprio patrimonio culturale attraverso i social media. Sostengono le istituzioni culturali italiane "invadendole" con fotocamere, smartphone e tablet e condividono le loro esperienze culturali attraverso il web e i social media. Ad oggi, sono state organizzate oltre 2.500 invasioni - tra cui una a Europeana 2019 - e circa 50.000 persone sono state coinvolte in più paesi. Sono state condivise quasi 52.000 foto su Instagram e oltre 100.000 tweet con il tag #invasionidigitali.
#InvasioniDigitali è diventato un esempio popolare di coinvolgimento degli utenti e partecipazione proattiva alla co-creazione, condivisione e diffusione di contenuti culturali, creando nuove forme di conversazione sull'arte e la cultura e contribuendo a rendere il patrimonio culturale aperto, accogliente e innovativo.
Portare il 3D nelle invasioni digitali
La creazione di repliche virtuali è diventata un'importante area emergente all'interno del patrimonio culturale: I modelli 3D possono diventare un ponte tra opere d'arte originali e persone di diversa provenienza. Possono essere particolarmente utili per le persone con disabilità visive, consentendo di sostituire un segno "Non toccare" con un invito a toccare l'arte. La tecnologia 3D può aiutare a ricreare opere d'arte per aiutare tutti a goderne.
3D #DigitalInvasions è stato un esperimento pilota che si è svolto in Sicilia nel 2015. Abbiamo coinvolto studenti di ingegneria delle Università di Palermo e Catania in invasioni programmate nel Museo Archeologico Antonino Salinas (Palermo) e nel Parco Archeologico e Naturalistico di Santa Venera al Pozzo ad Acicatena (Catania). Gli studenti hanno creato repliche digitali 3D di diverse opere archeologiche. Hanno utilizzato tecniche basate su immagini per ottenere modelli 3D testurizzati di un oggetto, provenienti da un set di dati fotografici appropriato prelevati da fotocamere, smartphone e tablet. I modelli 3D sono stati poi consegnati alle pubbliche amministrazioni coinvolte.
Durante queste prime due edizioni di 3D Digital Invasions abbiamo sviluppato la convinzione che il nostro approccio potesse essere applicato anche ad altri settori del patrimonio culturale, utilizzando la tecnologia per stimolare l'innovazione nei musei. Eravamo anche interessati ad esplorare come gli studenti fossero in grado di sviluppare un senso di identità e affiliazione al patrimonio culturale su cui lavoravano. Hanno trascorso molto tempo a catturare le immagini, dando loro la possibilità di osservare, studiare e capire un'opera d'arte, piuttosto che scattare rapidamente una foto e passare a un'altra. Tale approccio mirava a consentire loro di essere coinvolti personalmente in un processo specifico per creare contenuti generati dagli utenti e aumentare il valore culturale di un'opera d'arte nel proprio contesto.
Abbiamo continuato a gestire invasioni digitali 3D con particolare attenzione alla partecipazione degli studenti. All'inizio del 2019 anche la Facoltà di Architettura dell'Università Sapienza di Roma ha aderito a #InvasioniDigitali 3D e ha organizzato un workshop sui fondamenti teorici della fotografia e della fotogrammetria digitale. Queste tecniche sono state poi utilizzate per la fotografia delle collezioni scultoree conservate nel Museo di Arte Classica che fa parte del Sistema Museale Universitario. I modelli ottenuti dagli studenti del Museo di Arte Classica, sono disponibili tramite Sketchfab. Abbiamo inoltre condotto un'invasione digitale 3D con gli studenti del corso "Automatic Design-Digital Survey" della Facoltà di "Building Engineering-Architecture", Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell'Università di Catania più avanti nel 2019 e, più recentemente, nel febbraio 2020 un ulteriore workshop con gli studenti della Facoltà di Architettura dell'Università Sapienza di Roma.
