Come sei entrato nella tua professione?
Ho sempre avuto una grande passione per il patrimonio culturale e ho partecipato al lavoro per preservare i siti culturali sin da quando ero giovane. Sono laureato in Ingegneria dell'Edilizia e dell'Architettura e durante i miei studi in Italia e Spagna, mi sono interessato alle tecniche di indagine metrica con soluzioni digitali che hanno aggiunto valore al patrimonio architettonico. Per questo ho iniziato il percorso di ricerca accademica nel campo della geomatica e delle digital humanities, lavorando in Italia e Giappone. Durante il mio dottorato in Beni Architettonici e Paesaggistici, ho sperimentato l'uso di immagini d'archivio storico per la ricostruzione digitale 3D di monumenti perduti utilizzando l'Intelligenza Artificiale e tecniche fotogrammetriche. Ho avuto la possibilità di utilizzare i dati di Europeana e, partendo da questa esperienza, ho voluto saperne di più sul potenziale di questi preziosi dati, sia dal punto di vista tecnico che storico.
Su cosa stai attualmente lavorando?
Attualmente lavoro come ricercatore partecipando a diversi progetti interdisciplinari legati al campo delle digital humanities.
Da un lato, sto esplorando modi di utilizzare le immagini d'archivio storico per la ricostruzione digitale di edifici e spazi nelle nostre città che sono scomparsi o cambiati nel tempo. Ciò al fine di preservare la loro memoria storica, ma anche di far sì che i cittadini si impegnino attivamente con la storia della loro città, raccolgano ricordi personali e foto e sviluppino insieme una memoria collettiva della città. Questo è il caso del mio contributo al progetto Jena4D per l'applicazione browser per dispositivi mobili con una rappresentazione 4D dell'intera città di Jena.
D'altra parte, collaboro con archeologi e musei (ModiIbridi Sostenibili)per dare supporto tecnico alla valorizzazione del patrimonio archeologico realizzando tour virtuali, app VR e AR e modelli 3D di reperti archeologici, utili sia per gli studi metrici degli scavi che per mostrare ai turisti provenienti da ogni parte del mondo.
Quali sono alcune delle sfide nel tuo ruolo? Quali sono alcuni dei tuoi elementi preferiti?
Sono pienamente convinto che l'uso delle tecniche digitali abbia un grande potenziale per la valorizzazione e la conservazione del patrimonio culturale, soprattutto se è in pericolo o distrutto, come è evidente nei giorni scorsi a causa di guerre e situazioni di emergenza. Tuttavia, per raggiungere questi obiettivi, a mio avviso, ci sono due sfide da affrontare. Il primo è la creazione di un dialogo tra tutti gli esperti delle diverse discipline coinvolte nel processo di valorizzazione del patrimonio, sia umanistiche che tecnologiche. La seconda riguarda i dati sul patrimonio, la difficoltà di reperirli e la loro accessibilità. Fortunatamente Europeana offre una soluzione a questi grandi temi.
Qual è stata la sua motivazione per entrare a far parte del Consiglio dei membri?
Concordo pienamente con la visione di Europeana. Sono già entrato a far parte della comunità EuropeanaTech e ora sono così entusiasta di far parte di Europeana Network Association in qualità di consigliere dei membri. Sarà importante coinvolgere esperti di diverse discipline e collaborare con gli obiettivi comuni della digitalizzazione dei dati e dell'accessibilità delle risorse per tutti. Contribuirò sicuramente a questo dibattito su come utilizzare le soluzioni digitali per creare inclusione e partecipazione delle comunità locali sensibilizzando alla preziosità del loro patrimonio.
Cosa intende fare in qualità di consigliere dei membri?
In qualità di consigliere dei membri vorrei contribuire alla comunità Europeana portando idee innovative in materia di accessibilità e visualizzazione dei contenuti digitali. Sono un grande sostenitore nel rendere la partecipazione al processo di digitalizzazione accessibile a tutti attraverso dati aperti e modi immersivi e virtuali per coinvolgere e attrarre le persone. La tecnologia sta prestando molta attenzione al metaverso e penso che Europeana sia un ottimo punto di partenza per portare il patrimonio culturale in questa direzione.
